Home News Finanza Guerra al Popolo Curdo, rischio di un Collasso Economico per la Turchia

Guerra al Popolo Curdo, rischio di un Collasso Economico per la Turchia

economia turca

Negli ultimi giorni, l’attenzione di tutto il mondo è concentrata su un unica questione: l’invasione turca contro i curdi in Siria. Questa invasione è estremamente pericolosa, sia dal lato umano, dove milioni di persone stanno scappando dalle loro case, e decine di innocenti stanno morendo, sia dal lato finanziario.

Washington in rotta con Ankara, sanzioni in arrivo

A criticare fortemente Ankara, sono stati i maggiori paesi dell’Unione Europea, con Germania, Italia e Francia che hanno parlato, direttamente, di possibili e forti sanzioni nei confronti della Turchia, a partire dal blocco della vendita delle armi.

Diversa è invece la situazione per quanto riguarda gli Stati Uniti, nonostante la Turchia sia uno dei più importanti alleati della NATO. Dopo giorni di dichiarazioni e strane mosse, come quella di aver ritirato le truppe Americane dal nord della Siria, lasciando i curdi sotto l’assalto dei militari turchi, Trump ha mostrato il pugno di ferro parlando di sanzioni economiche e finanziarie.

Tra queste sono stati rialzati i dazi sull’acciaio del 50% ed interrotti tutti negoziati commerciali, dal valore superiore ai 100 miliardi di dollari, in merito all’esportazione di prodotti turchi verso gli Stati Uniti.

La speranza, come dichiarato dal vice-presidente americano, Mike Pence, è quella di arrivare ad un armistizio e fermare la grave crisi umanitaria che si sta espandendo in tutta la parte nord della Siria. E queste sanzioni economiche, probabilmente, potrebbero diventare utili e fermare Erdogan nella sua azione di sangue.

Quello che sta accadendo ha influenzato, ovviamente, i mercati finanziari: dall’inizio di questo mese, infatti, la Borsa di Istanbul ha perso oltre il 10%, mentre la lira turca si è svalutata di oltre il 4% rispetto al dollaro. Anche il decennale turco è stato influenzato dagli eventi delle ultime due settimane ed’è schizzato al 15,18%, mentre il biennale ha persino reso il 15,44%. Questo disegna uno scenario alquanto preoccupante.

Il futuro dei titoli di stato turchi, a seguito delle notizie che arrivano da Ankara e dalla Siria, è instabile. Trump,  dal suo Twitter,  si è dichiarato “pronto a distruggere l’economica di Ankara”. L’incertezza, tuttavia, regna sovrana, specialmente se si dovesse verificare uno scontro fatale tra USA e Turchia.

turchia-nato

Questo viene escluso da molti analisti, considerando il fatto, come precedentemente spiegato, che la Turchia fa parte della NATO.

Ma se la situazione dovesse peggiorare, potremmo vedere la Lira Turca svalutarsi contro il Dollaro, il che provocherebbe una reazione drammatica che bloccherebbe il tanto discusso taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Turca.

Da tempo si parla di tagliare i tassi, in seguito a un miglioramento dell’inflazione locale; se le tensioni dovessero inasprirsi, il tentativo della Banca Centrale Turca di fare tagli sui tassi non potrebbe andare in porto.